mercoledì 26 agosto 2015

Underground - Ep. 08x03


Simonetta aveva terminato di stendere il fondotinta ed era passata alla fase occhi.

- Che fai, esci?

Sussultò all'udire quella voce inaspettata. Il pennello dell'eyeliner deviò dal tracciato previsto.  Si guardò allo specchio: una linea scura scendeva dalla palpebra destra, rigandole parte della guancia.

- Oddio, che disastro! 

- Scusa, curiosità – disse Mara.


- Il tuo personaggio? - chiese Simonetta, intenta a rimuovere il pasticcio con una compressa di cotone.

- É in salotto: vuoi parlarci?.

Simonetta scosse la testa: - Ho fretta.


Mara la osservava, appoggiata allo stipite della porta del bagno:

- Se è Christine, capirà.


Simonetta fermò lo spazzolino del mascara a mezz'aria:

- No, il tuo capo.
- Chi?

- Ma sì, l'Astigiani – insistette la coinquilina - Passa a prendermi fra cinque minuti.

- Tu non puoi uscire con quello!

- É gentile, intelligente e bravo negli affari – rispose Simonetta, intenta a scavare nelle oscure profondità della bustina del trucco. Tacque un istante, per lo sforzo; infine, estratto il rossetto, aggiunse:

- Non ti capisco, davvero.

Mara le voltò le spalle e tornò in soggiorno.

Simonetta, concentrata nel dare colore alle proprie labbra, la ignorò.

domenica 16 agosto 2015

Underground - Ep. 07x03


Era un tramonto di metà pomeriggio. Mara e Rodolfo percorrevano una strada di campagna che, man mano ci si avvicinava alla Metropoli, separava gruppi di case.

- Li ho persi entrambi – commentò Mara.

Rodolfo borbottò qualcosa.

- Il bambino, che fine ha fatto? - chiese la ragazza.

- Chi?

- Tuo figlio… e di Teresa.

- Spariti.

- Non li hai più cercati?

- C'era altro da fare.


Mara, a testa bassa, accelerò il passo. Rodolfo stava qualche metro indietro. Camminarono lungo le strade secondarie del quartiere, fino ad incontrare un semaforo rosso.

Il rapinatore volse gli occhi al cielo: l'inquinamento metropolitano lasciava scoperte ben poche stelle; tornò ad osservare la persona che aveva di fianco.

- Avrebbe la tua età - le disse.


La ragazza gli offrì il braccio. Rodolfo strinse forte la mano di lei.

- Bambina grande, torniamo a casa?
Mara sorrise.

Il semaforo diventò verde.  Attraversarono la strada, insieme.

venerdì 31 luglio 2015

Underground - Ep. 06x03

Il fuggitivo attraversò alcune carrozze del treno, mentre da lontano udiva i ripetuti inviti di uno degli agenti a fermarsi; infine, giunto in coda al treno, si rifugiò in uno dei bagni.

- Amihan Sabio Season, esci da lì ! - Gridò il poliziotto, che batteva con energia la porta della latrina.

In quel momento, il mezzo si fermò. L'uomo dai tratti asiatici osservò il puzzolente cubicolo in cui si trovava. Fissò lo sguardo sull'apertura presente nella parte superiore del finestrino e decise di tentare.

Riuscì a farci passare la testa e il torace, ma non il resto: il poliziotto sfondò la porta a spallate e, afferratolo per i piedi, lo trascinò di nuovo all'interno. Amihan diede un calcio sugli stinchi al funzionario di polizia, ma questi, afferratolo per i cervicali, gli fece sbattere la faccia sul bordo della tazza del cesso. Gocce di sangue attraversarono la ceramica bianca del sanitario.

- Adesso te ne stai buono - disse il funzionario della Polfer, chiudendo le manette attorno ai polsi dello straniero.


[CONTINUA...]

mercoledì 22 luglio 2015

Underground - Ep. 05x03

Mara e Rodolfo raggiunsero una vecchia cascina circondata dalle risaie e, seduti a cavalcioni della staccionata, guardavano il tramonto in silenzio.

Un brano di rap afroamericano interruppe la pace campestre.

- Non adesso ! - sospirò, estraendo il phablet dalla tasca della felpa.
Rodolfo la guardò negli occhi.
- Il mostro - sentenziò, ed aprì la chiamata:

- Ciao.
- Tamara, la guerrigliera!
- Lo detesto quel nome.. papà.
- É il tuo. Cos'è che non va?
- Niente.
- Mai che dici le cose al tuo vecchio.
- Questioni personali.
- Sempre sola, tu.
- Come quando la mamma è morta.
- Che c'entra?
- Stavo in ospedale, da sola!
- Ero a un convegno, lo sai.

Mara sentì gli occhi inumidirsi per via delle lacrime, che ricacciò in gola;

- Anche i morti seguono Carlo Marx?
- Sei matta..
- Persino il nome schifoso che porto, l'hai deciso tu!
- Tamara..
-  Sparisci!

La ragazza iniziò a singhiozzare. Dall'altro lato del telefono, il signor Bassi riattaccò.

domenica 19 luglio 2015

Underground - Ep. 04x03

- Questi italiani!

- Non cambi mai - le disse Christine.

Angela si pulì le labbra col tovagliolo e rispose:
- Figlia mia, posso dire di averne viste abbastanza in questo paese.

- Che è successo?

- Un carabiniere da barzelletta ha fatto infuriare tua madre, stamattina - rispose suo padre, appoggiando il calice di vino sulla tovaglia.

- Rozzo, incompetente e omofobo - precisò la signora Geldof - Poi si lamentano se non cambia mai niente..

Christine sorrise: conosceva fin troppo l'impazienza di colei che l'aveva messa al mondo.
- A proposito - intervenne, nel tentativo di cambiare argomento - Simonetta ha un nuovo coinquilino.

- Basta che non faccia come Amihan - disse Rudolf Geldof, intento a tagliare la fettina di roast-beef che aveva nel piatto.

- Non penso si debba generalizzare, papà.

- Invece ha ragione - rispose la signora Angela - tu gli dai una mano e questi si prendono il braccio.

L'uomo annuì: - Ai nostri tempi, farsi ospitare era una cosa seria.


[CONTINUA...]

lunedì 13 luglio 2015

Underground - Ep. 03x03

Il treno per la Svizzera italiana entrò in stazione alle diciassette e quarantacinque esatte. L'orientale si sedette su una delle poltrone di seconda classe ed aprì un poco la zip della giacca a vento; afferrò un quotidiano abbandonato nel sedile a fianco ed iniziò a sfogliarlo.

Fu un cordiale saluto a distoglierlo dalla lettura:

- Buonasera.

 Sollevò la testa dal giornale e si trovò davanti un uomo e una donna in divisa.

- Parla italiano?

L'uomo borbottò qualcosa di non intelligibile, che venne interpretato come un sì.

- Potrebbe per favore favorire i documenti? - chiese la poliziotta, intervenuta a supporto del collega.

L'uomo li squadrò da capo a piedi; in seguito, infilò una mano nella tasca destra dei pantaloni e ne estrasse carta di identità e permesso di soggiorno, che porse agli agenti della Polfer.

Il poliziotto non ebbe tempo di leggere quelle carte: lo straniero assestò uno spintone alla funzionaria, facendola finire gambe all'aria. L'attacco a sorpresa impedì al pubblico ufficiale di reagire; l'asiatico, invece, percorse in tutta velocità il corridoio del vagone ed uscì dalla carrozza.

 - Avvisa il capotreno di fermare il mezzo - disse l'agente, aiutandola a rimettersi in piedi - Dobbiamo prenderlo prima che passi il confine.


[CONTINUA...]

venerdì 10 luglio 2015

Underground - Ep. 02x03

Mara e Rodolfo, usciti dal ristorante cubano, passeggiavano per le strade di periferia.

- Per di qui - disse la ragazza - è una sorpresa.
- Cosa? - rispose Rodolfo.
- La vedrai.

Mara imboccò una strada sterrata che conduceva verso la campagna; fece qualche centinaio di metri e montò sull'argine di un fosso che delimitava i campi di riso.

- Ma cazzo, è pieno di fango! - si lamentò Rodolfo.

Aveva appena piovuto e le scarpe di entrambi, dopo un paio di passi, si inzupparono di melma grigia fino ai lacci; Mara tuttavia avanzava a passi veloci, quasi dei piccoli salti.

- Guarda lì Fofo, le anatre! - esclamò.

Indicandole con il dito, si sporse leggermente in avanti. Le suole in gomma delle scarpette da tennis scivolarono nel terreno limaccioso ed il corpo ondeggiò a destra e a sinistra.

- Presa! - disse il Vitturi, afferrandola alle spalle.

Tamara, recuperato l'equilibrio, si volse verso di lui, con la testa bassa.

- Pasticciona, tutto ok?
Mara non rispose.

Continuarono la passeggiata, allontanandosi dalle ultime tracce urbane; attorno a loro c'erano soltanto campi, pioppi, corsi d'acqua e nidi d'uccelli.


[CONTINUA...]